mercoledì, 05 aprile 2006

Fino a oggi, quando ho deciso di aprirne uno, me lo sono chiesto con insistenza.
Ma chi è che apre i blog su internet? Perchè lo fa?
Ho fatto un giro sul web, e ho scoperto che tutti, ma davvero TUTTI hanno un blog su internet.
Bambini appena nati.
Accompagnatrici.
Comici.
Studenti.

Ma perchè?
A cosa serve?
A chi serve?

Ci ho pensato a lungo, e mi sono dato una risposta.
Aprire un blog serve solo a chi lo apre. Serve a farlo sentire realizzato. A farlo sentire parte del mondo. A farlo sentire importante.
E' una sorta di cura contro l'anonimato cui siamo, nostro malgrado, nonchè per natura, destinati.
"Ho aperto un blog in cui posso dire le cose che penso".
Sì, ma tanto chi le legge? E soprattutto, chissenefrega?
Aprire un blog significa in un certo modo marcare il proprio territorio.
Come farebbe un cane, pisciando contro un albero o contro un muro.
"Sono passato di qua. Ne lascio una traccia, così i miei simili lo sapranno".
Il blog è il piscio di un cane.
Grazie al blog Tizio e Caio sapranno con certezza che Sempronio è passato di qua, poichè ha lasciato la sua inconfondibile e maleodorante traccia in quest'angolino di Web.
Con il blog l'autore si sente realizzato, si sente compiuto.
Quando invece non ha fatto altro che lasciare un ulteriore schizzetto di pipì in un angolo.

Luther Blissett

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categoria:blog, inutile, basta blog
venerdì, 07 aprile 2006

Clamoroso!
è stato avvistato il nano più alto del mondo.
è cinese, si chiama
è molto più alto anche di una persona normale.
chi lo dovesse avvistare è pregato di contattare il dott. Altino e il Prof. Giganti.


postato da: fjodor alle ore 11:57 | Permalink | commenti
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giovedì, 07 giugno 2007


L'aver per molti anni considerato la lingua greca una suggestione oggettiva della realtà, ha portato ad un restringimento del suo valore puramente filoregressivo. Ciò comporta anche un netto distacco fra le sue potenziali comunicazioni astrattive, all'interno del noto e attuale progetto di riconciliazione con una cultura di tipo fraseologico, e la sua effettiva identità strettamente radicata alla disarmonia espressiva. La logicità del tutto é facilmente intuibile dal suo astrattivismo fondiario che ci permette di discernerlo da un contesto per nulla misticizzante.

Un esempio su cui ci si può fondare e da cui spingersi verso l'effettiva forza della linea medianica é ovviamente l'Iliade di Omero ( canto VI, verso 448):



TRAD: "Verrà un giorno, in cui finirà la sacra Troia"

La medianicità è qui fortemente visualizzata nella concezione della figura femminile nella cultura arcaica (per quanto questo termine si adatti ai moderni canoni di creativismo idealizzante).

Il Greco può quindi, grazie a questa ambivalenza, ritornare al suo prosartrismo e prosarticismo per spingersi violentemente alla medianicità tanto auspicabile ed auspicata. Lo psicocentrismo che lo caratterizza ne fa l'unico equivalente aniottico del messaggio subliminale espresso con forza protrottica dal latino; ciò risulta evidente dalla Vita di Augusto di Svetonio (verso 23): "Vare, legiones redde!"

TRAD: "Varo, restituiscimi le mie legioni!"

L'affermazione, in sè ipocatalettica e chiastica, presenta proprio questi tratti medianici e altamente elirici .

Il Greco pertanto deve disfarsi di cotanta ipocrisia visuale .

Luther Blissett

postato da: fjodor alle ore 12:31 | Permalink | commenti (1)
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